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«Con il CETA gli scambi tra Italia e Canada sono cresciuti del 70%». L'analisi del Ministro Sidhu in occasione della Canada Trade Mission to Italy

«Con il CETA gli scambi tra Italia e Canada sono cresciuti del 70%». L'analisi del Ministro Sidhu in occasione della Canada Trade Mission to Italy

Dal 12 al 16 ottobre 2025, Roma e Milano hanno ospitato una importante missione di imprenditori canadesi guidata da Maninder Sidhu, Ministro del Commercio Internazionale del Canada, e Sara Wilshaw, Senior Assistant Deputy Minister, International Trade and Chief Trade Commissioner at Global Affair Canada. I settori rappresentati sono stati: difesa e sicurezza, energia e clean technology, aerospazio, infrastrutture.

 

 

Il Centro Studi Italia Canada ha avuto la gradita opportunità di far parte dei soggetti chiamati al punto stampa organizzato in occasione della plenaria di Roma con la possibilità di avere uno scambio diretto con il Ministro Sidhu. Riportiamo, di seguito, una breve ma significativa intervista che ci è stata gentilmente concessa dal Ministro.

 

Sidhu: «La collaborazione tra Canada e Italia è molto attiva, molte cose sono state dette e ora è il momento di passare dalle parole ai fatti. Qui in Italia sono venute 75 aziende canadesi appartenenti a vari settori economici intenzionate a rappresentare il mondo dell’innovazione canadese e rafforzare le relazioni tra Canada e Italia che, come tutti sanno, stanno andando avanti da anni con successo e  in continua crescita: Il Primo Ministro Carney e la Primo Ministro Meloni hanno peraltro intenzione di accrescere ancora il livello di collaborazione.»

 

L’Ultima importante missione del governo federale Canadese in Italia risale al 2017, in una diversa fase storica: quali sono le aspettative canadesi per questa missione?

 

Sidhu: «A dire il vero il mondo oggi è diverso da quello che erra solo un anno or sono; tutti vediamo quello che sta accadendo nel mondo del commercio internazionale: l’effetto delle tariffe è visibile per tutti. E’ questo il tempo di lavorare insieme come Canada e Italia stanno facendo utilizzando gli accordi internazionali in essere. Con il CETA gli scambi tra Italia e Canada sono cresciuti del 70%; dall’entrata in vigore del CETA sono passati 8 anni e ora sono qui con 75 aziende, nella mia prima missione in Europa e non a caso siamo partiti dall’Italia, partner previlegiato per il Canada.»

 

Quali azioni intende intraprendere il Governo Canadese per dare seguito a questa importante missione?

 

Sidhu: «Ci siamo appena incontrati con i rappresentati italiani e con le aziende in modo da facilitare in questa fase lo scambio di professionalità. I settori che abbiamo individuato sono tra quelli più idonei a creare un valido interscambio tra Italia e Canada; ci saranno seguiti tra me e le controparti italiane: i rapporti comunque non si costruiscono in un incontro, negli affari occorre costruire le relazioni nel tempo ed in questo senso sono io ad invitare gli italiani a venire in Canada.»

 

L’auspicio quindi è che si  costruiscano opportunità anche per le aziende italiane in Canada?

 

Sidhu: «Assolutamente si, le Camere di Commercio avranno un loro ruolo, molto importante: con le oltre 150000 aziende che hanno nel loro portafoglio si dovrà pensare ad uno scambio di missioni. Noi vogliamo essere sicuri che ci sia uguale soddisfazione per ambedue le parti. Il CETA sta beneficiando sia i lavoratori Italiani che quelli Canadesi e così come noi amiamo i prodotti di qualità italiani,  così noi abbiamo una elevata qualità di innovazione tecnologica da proporre; specialmente in un momento nel quale il Canada sta investendo 9,3 miliardi di dollari nel settore della difesa: a questo proposito penso che ci siano importanti opportunità di collaborazione tenuto anche conto dei nuovi target NATO che rendono necessaria la collaborazione tra paesi alleati.»

 

Nei prossimi anni possiamo sperare di avere nel Canada il fornitore previlegiato di energia? Anche per quanto riguarda l’ approvigionamento di terre rare?

 

Sidhu: «Quando si prende in considerazione il settore  delle tecnologie legato alla difesa , questo richiede una notevole quantità di minerali rari e il Canada ne possiede in grande quantità. Nell’ambito del G7 abbiamo un’alleanza sui minerali rari, quanto all’energia abbiamo vari progetti legati al GNL che guardano all’Europa come mercato di destinazione: noi sappiamo che possiamo fornire energia pulita a settori, a Paesi in tutto il mondo e ciò è qualcosa al quale stiamo guardando con grande attenzione. Abbiamo appena lanciato la nostra nuova Agenzia sui Grandi Progetti attraverso la quale renderemo più rapidi i tempi di approvazione dei Grandi Progetti riducendo appunto i tempi di attesa fino a due soli anni; stiamo intensificando i rapporti con le Comunità Indigene, con le Municipalità, con i Territori per la realizzazione in tempi più rapidi di porti, impianti per la estrazione di minerali rari, estrazione di GNL. Tutto ciò richiederà la realizzazione di accordi di collaborazione e capitali, da tutto il mondo e ci auguriamo anche dall’Italia.»

 

Cosa può dirci riguardo alla nuova Defense Investment Agency?

 

Sidhu: «Si tratta di una nuova Agenzia creata dal Governo Canadese per rendere più efficiente il Procurement militare dal momento che spesso si lavora a compartimenti stagni; intendiamo, con questa Agenzia, creare un approccio più collaborativo che renda più agevole e rapido il percorso.  Ci sono moli spazi di collaborazione anche in questo settore e l’obiettivo è  migliorare la collaborazione con l’Europa e l’Italia in particolare.»

 


 

L’esito della missione, per parola dei protagonisti — aziende canadesi ed italiane — è stato un successo per la quantità e soprattutto qualità degli incontri. Sono stati conclusi accordi e l’augurio è che i due Paesi possano continuare nella collaborazione  anche attraverso lo scambio di esperienze e missioni di settore che diano un seguito a questo primo importante passo.

 


 

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