Il Centro Studi Italia-Canada al "Rome Forum – Polar Dialogue 2026", con un panel sulla sovranità indigena guidato dalla Dott.ssa Sara Riccetti Selim

Il Centro Studi Italia–Canada (CSIC) è lieto di annunciare la propria partecipazione ufficiale all’Arctic Circle Rome Forum – Polar Dialogue 2026, tra i principali appuntamenti internazionali dedicati alla governance polare, in programma a Roma il 3 e 4 marzo 2026 presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Organizzato da Arctic Circle in collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca e in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con il coinvolgimento del Ministero della Difesa e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il Forum rappresenta la prima occasione in cui un evento di portata internazionale dedicato all’Artico si svolge in Italia, a testimonianza del crescente ruolo del Paese nello scenario polare e del forte impegno istituzionale recentemente formalizzato con la pubblicazione della nuova Politica Artica Italiana.
Una platea globale per le sfide del futuro
Il Polar Dialogue 2026 riunisce a Roma studiosi, ricercatori e rappresentanti istituzionali impegnati nell’analisi delle trasformazioni scientifiche, ambientali e geopolitiche che interessano l’Artico e le regioni circumpolari.
Il confronto si articolerà lungo direttrici tematiche che riflettono l’impianto interdisciplinare dell’iniziativa – scienza, diplomazia, sicurezza, formazione e ricerca – con l’obiettivo di approfondire le interconnessioni tra produzione del sapere, processi decisionali e assetti di governance nello spazio polare contemporaneo.
Sovranità indigena e quadri giuridici nell’Artico circumpolare
In questo contesto di rilievo geopolitico globale, il Centro Studi Italia–Canada promuove un panel ad alta rilevanza scientifica e istituzionale: “Indigenous Sovereignty and Legal Frameworks Across the Circumpolar North: Rights, Governance, and the Future of Arctic Development”.
Il panel, ideato e guidato scientificamente dalla Dott.ssa Sara Riccetti Selim, si terrà il 3 marzo dalle 08:30 alle 09:15.
La sessione si focalizzerà sulle relazioni tra sovranità indigena, diritto internazionale e forme di governance indigena nella regione circumpolare, muovendo dalla consapevolezza che l’Artico non sia soltanto una frontiera climatica o una nuova area di interesse economico, ma uno spazio giuridicamente complesso, abitato da popoli che esercitano proprie forme di autorità politica e normativa.
Mentre il cambiamento climatico, l’estrazione di risorse critiche e la competizione geopolitica ridefiniscono la regione, il dibattito internazionale tende ancora a marginalizzare la centralità delle strutture di governance indigene.
Il panel pone al centro una questione fondamentale per il futuro della cooperazione polare: come integrare sovranità indigena, diritto internazionale e sviluppo sostenibile in un quadro di pluralismo giuridico effettivo.
Attraverso un confronto tra leadership indigena, diritto internazionale e policy analysis, la discussione mira a:
- analizzare le interazioni tra ordinamenti statali e sistemi giuridici indigeni;
- esaminare le implicazioni per gli Stati osservatori europei nell’Artico;
- interrogare i limiti dei modelli attuali di sviluppo;
- proporre una visione di governance fondata su autodeterminazione, diritti e responsabilità istituzionale.
Il panel contribuisce così a ridefinire il ruolo dell’Europa e in particolare dell’Italia nel contesto circumpolare, promuovendo un approccio informato, responsabile e giuridicamente consapevole.
Relatori
- Sara Olsvig: Presidente dell’Inuit Circumpolar Council (2022–2026), la Dott.ssa Olsvig è una leader politica inuit e una sostenitrice a livello internazionale dei diritti dei popoli indigeni e dei diritti umani. Ha fatto parte sia del Parlamento danese sia del Parlamento della Groenlandia e ha ricoperto incarichi ministeriali in Kalaallit Nunaat. La sua attività si colloca all’intersezione tra governance indigena, sviluppo costituzionale e politiche artiche globali.
- Jessica Veldstra: Direttrice esecutiva dell’Aleut International Association (AIA), che rappresenta il popolo Unangan/Unangas nell’ambito del Consiglio Artico. Il suo lavoro si concentra sulla governance indigena, sulla tutela ambientale e sul rafforzamento delle comunità artiche, con particolare attenzione alla leadership femminile e intergenerazionale.
- Federico Lenzerini: Professore di Diritto Internazionale presso l’Università di Siena, il Professor Lenzerini è uno studioso di riferimento nel campo del diritto internazionale dei diritti umani, dei diritti dei popoli indigeni e del diritto del patrimonio culturale. Ha svolto attività di consulenza per l’UNESCO e per altre istituzioni internazionali e ha pubblicato ampiamente sui quadri giuridici internazionali che incidono sulla sovranità indigena.
Moderatrice:
- Sara Riccetti Selim: Accademica italo-egiziana specializzata in studi indigeni, diritto e cultura. La sua ricerca si concentra su sovranità indigena, pluralismo giuridico e governance artica in prospettiva comparata. Formata in Indigenous Law Methodologies presso l’Università di Victoria (Canada), adotta un approccio interdisciplinare che integra teoria giuridica e analisi culturale. Attraverso collaborazioni tra Europa e Canada, contribuisce al dibattito sul ruolo degli Stati osservatori e sul dialogo tra ordinamenti giuridici indigeni e diritto internazionale.
Un impegno per il futuro delle relazioni polari
La partecipazione del Centro Studi Italia–Canada al Rome Forum non rappresenta soltanto un momento di confronto accademico, ma un passo strategico nel rafforzamento del dialogo transatlantico sulle politiche artiche.
Il panel si inserisce in un più ampio percorso di ricerca e analisi dedicato alla responsabilità europea nei confronti delle comunità artiche e alla necessità di integrare prospettive indigene nei processi decisionali internazionali.
Gli esiti del dibattito saranno resi disponibili attraverso i canali ufficiali del Centro, contribuendo alla costruzione di una piattaforma di riflessione stabile e strutturata sulla governance circumpolare.
