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Come Registrare e Tutelare le Indicazioni Geografiche in Canada

Come Registrare e Tutelare le Indicazioni Geografiche in Canada

ll Centro Studi Italia Canada ha preso parte all’evento organizzato dall’Ambasciata del Canada

il 31 gennaio 2019 a Roma:

“IL SISTEMA CANADESE PER LE INDICAZIONI GEOGRAFICHE”

 

È sul tema del riconoscimento e della tutela delle Indicazioni Geografiche in Canada che si basano gran parte delle argomentazioni delle voci critiche del CETA e della sua ratifica. La materia, come è stato più volte osservato anche nell’ambito degli approfondimenti svolti dal Centro Studi Italia Canada, è particolarmente sentita dagli operatori italiani dell’agroalimentare. L’Italia conta infatti ben 822 prodotti registrati a livello europeo su 3.036 totali nel mondo, un patrimonio economico che vale 15 miliardi di Euro, circa 8 miliardi di export.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il CETA, Comprehensive Economic and Trade Agreement, firmato tra Canada e EU, ha riconosciuto oltreoceano (e quindi posto sotto diretta tutela) 42 IG italiane, circa il 5% del totale (in termini numerici), che però, da sole, valgono il 90% del valore totale delle IG italiane esportate in Canada, un deciso passo in avanti che ha aperto enormi opportunità di crescita dell’export italiano. A  tale proposito è opportuno ricordare che prima dell’entrata in vigore del CETA, alcun prodotti italiani di prima qualità e riconducibili a note Identificazioni Geografiche (Prosciutto di Parma, Prosciutto S. Daniele, Parmigiano Reggiano per citarne alcuni) non potevano essere venduti con le loro denominazioni, ma solo attraverso denominazioni generiche, con conseguente perdita del valore costituito proprio dalla Identificazione Geografica, che, sola, può garantire la qualità del prodotto e quindi la sua riconoscibilità e conseguente posizione sul mercato.

 

Con l’entrata in vigore del CETA prodotti di alta qualità e valore economico fino ad allora non vendibili in Canada sono riconosciuti e protetti. E le altre IG europee (italiane) non riconosciute dal CETA continueranno a non essere ammesse e protette in Canada? No, non è così. Sia attraverso il CETA, sia attraverso una nuova procedura per il riconoscimento di nuove IG in Canada, che è ora prevista dall’ordinamento canadese, è possibile il riconoscimento di nostre Indicazioni Geografiche in Canada. Proprio questa è stata la materia al centro dell’incontro, organizzato a Roma il 31 gennaio presso l’Ambasciata del Canada in Italia, rivolto a tutti gli operatori del settore agro-alimentare: consorzi di produzione, associazioni di categoria, Ministeri competenti, aziende.

 

L’interesse in Italia è alto e lo dimostrano i numerosi operatori che hanno affollato la sala consiliare dell’Ambasciata per ricevere preziose indicazioni in merito. Il Ministro Consigliere dell’Ambasciata del Canada Edith St-Hilaire ha presentato al pubblico le autorità canadesi presenti all’evento, competenti in materia di Proprietà Intellettuale e in particolare per le Indicazioni Geografiche, che si sono occupate di svolgere una dettagliata relazione sul sistema  di tutele previsto in Canada: Loris Mirella e George Eleftheriou, Intellectual Property Trade Policy, Andrea Flewelling, Innovation, Science & Economic Development, Erica Fraser, Candian Intellectual Property Office, Mark Burgham, Canadian Food Inspection Agency.

 

Le considerazioni introduttive hanno sottolineato le ragioni che sono alla base del sistema canadese in materia di proprietà intellettuale:

  • motivazioni storiche: la presenza in Canada di numerose comunità di origine europea-mediterranea che hanno portato con sé le rispettive tradizioni agro-alimentari;
  • motivazioni culturali: il diverso approccio alla tutela della Proprietà Intellettuale, tipico delle cosiddette Nuove Economie;
  • motivazioni giuridiche: l’Accordo TRIPs e le successive elaborazioni con il riconoscimento delle IG in materia di wine and spirits.

 

LA NUOVA LEGISLAZIONE CANADESE SULLA PROPRIETÀ INTELLETTUALE: CANADIAN TRADE-MARKS ACT

 

I relatori sono passati quindi ad esaminare quanto previsto dal CETA e, in merito alla tutela delle IG, dal Canada Trade-Marks Act, la nuova normativa canadese in materia di Proprietà Intellettuale.

L’elaborazione e l’emanazione del Canadian Trademark Act è infatti avvenuta proprio in considerazione della (allora) prossima entrata in vigore del CETA, allo scopo di allineare quanto più possibile la normativa canadese con quella europea.

 

Come più volte sottolineato, prima del CETA in Canada non esisteva la tutela delle indicazioni geografiche che denotano cibo e altri prodotti agricoli, inclusi formaggi e carni, sia canadesi sia provenienti da altri Paesi.

 

L’implementazione del CETA e la legge sui marchi canadese (Canadian Trade-marks Act) ha esteso la disciplina prevista a tutela delle Indicazioni wine & spirits ai prodotti agroalimentari e sinteticamente:

 

  • la Contraffazione delle IG, nei limiti e nel rispetto dei cosiddetti diritti quesiti, diventa rilevante ai fini della tutela dei diritti di proprietà intellettuale all’interno del territorio del Canada;
  • il CETA obbliga il Canada a mantenere la procedura preesistente relativa alla protezione dei consumatori canadesi in tema di etichettatura. Questa procedura vieta a chiunque di produrre, preparare, confezionare, etichettare, vendere, importare o pubblicizzare prodotti alimentari in maniera tale che siano falsi o fuorvianti o ingannevoli o che diano anche solo una lieve impressione di avere una origine erronea.
  • le indicazioni geografiche dell'UE di cui all'allegato 20-A dell'accordo, tra cui 171 Indicazioni di prodotti agroalimentari, vengono automaticamente accolte dal sistema canadese. Si tratta di marchi utilizzati su prodotti che hanno un'origine geografica specifica e che possiedono qualità o una reputazione dovute a tale origine;
  •  vengono previste procedure per l'ottenimento della tutela di nuove indicazioni geografiche per prodotti agricoli e alimentari, e la gestione delle dichiarazioni di opposizione.

 

IL SISTEMA APERTO: LA PROCEDURA DI RICONOSCIMENTO DI NUOVE IG IN CANADA

 

Oltre alla possibilità di aggiungere Indicazioni Geografiche alla lista di quelle riconosciute dal CETA tramite negoziato tra le parti, (che, anche a causa della natura mista che l’UE ha voluto attribuire al Trattato con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di ratifica da parte di ciascuno Stato, può prevedere tempi lunghi di realizzazione), le Indicazioni Geografiche non presenti all’interno dell’elenco (di cui al citato allegato 20-A dell’accordo) potranno ottenere la medesima tutela attraverso una procedura più agile e veloce: il cosiddetto “SISTEMA APERTO”. Dopo l’implementazione del CETA e all’esito dell’entrata in vigore del Trademark Act, questa è la strada più semplice per le IG italiane di ottenere tutela e protezione sul mercato canadese. La procedura è stata già sperimentata con successo da una IG italiana: il Prosciutto di Carpegna, non incluso nell'allegato 20-A dell'accordo CETA e oggi invece riconosciuto e protetto in Canada come Indicazione Geografica.

 

La procedura è stata analiticamente illustrata nel corso dell’incontro e viene sinteticamente riportata:

 

  1. RICHIESTA di RICONOSCIMENTO DI UNA NUOVA IG IN CANADA

La procedura per richiedere l'inserimento di un'indicazione geografica nell'elenco delle indicazioni geografiche del Canada

Per maggiori informazioni: Canada.ca/trademarks

 

Il CIPO, Ufficio per la Proprietà Intellettuale Canadese, è responsabile in merito alle richieste di protezione delle IG in Canada e assicura che siano inserite nella lista dei prodotti protetti del Trademark Registrar.

L’application deve contenere le informazioni relative al detentore del diritto di proprietà intellettuale e all’IG per cui si richiede il riconoscimento (https://www.ic.gc.ca/eic/site/cipointernet-internetopic.nsf/eng/wr04246.html) tra le quali: Indicazione geografica, traduzioni in tutte le lingue per cui è richiesta la protezione, nome comune del prodotto, categoria a cui appartiene, il territorio, la regione o la località in cui il prodotto è identificato come originario,  le leggi applicabili che proteggono l’indicazione geografica nel territorio, nella regione o nella località in cui il prodotto alimentare o il prodotto agricolo è identificato come originario, descrizione della qualità, della reputazione o di altre caratteristiche del prodotto agricolo o alimentare che sono essenzialmente attribuibili alla sua origine geografica, informazioni relative all’autorità responsabile. In allegato va inoltrato la certificazione del pagamento di 450 dollari.

  1. VALUTAZIONE

Il CIPO esamina la conformità della richiesta inviata, in cooperazione con l’Agriculture and Agri-Food Canada.

  1. PUBBLICAZIONE

La pubblicazione della notifica della richiesta sul sito del CIPO per due mesi risponde alla necessità di informare terze parti, eventualmente detentrici di un diritto precedente.

  1. OPPOSIZIONE

Nel caso che una terza parte si opponga, la procedura passa nelle mani di un apposito consiglio che valuta le questioni di opposizione.

  1. RICONOSCIMENTO IG

In caso di opposizione respinta o nessuna opposizione, il prodotto viene inserito nella lista delle IG protette.

La protezione delle IG è illimitata e non necessita di rinnovo.

 

TUTELA GIURIDICA DELLE IG IN CANADA

 

Molto si è detto in Italia in merito alla – presunta – inadeguatezza della protezione delle IG in Canada. Il sistema in realtà è efficace e moderno, basato su principi comuni, attraverso procedure ben definite e con un efficace sistema sanzionatorio.

Quando si utilizza impropriamente una IG si può richiedere una “dissuasione morale” al produttore e far semplicemente notificare che i diritti del detentore dell’IG sono stati violati. Questa “persuasione morale” solitamente può essere sufficiente. In caso contrario, si può citare in giudizio l’autore della violazione e chiedere un pronunciamento.

 

La protezione del diritto violato prevede:

 

  • Compensazione finanziaria per danni e perdite causate da una violazione
  • Richiesta di un’ingiunzione della Corte perché ordini l’interruzione della violazione
  • Restituzione agli aventi diritto dei profitti derivati dalle attività in violazione dell’IG
  • Restituzione e Rimozione dei prodotti che violano il diritto

 

MISURE APPLICATE AI CONFINI (DOGANA)

Così come nel nostro ordinamento, molto importante  ed efficace è la procedura gratuita per richiedere assistenza da parte della Canada Border Services Agency (CBSA) in caso si ritenga si sia verificata una violazione dei marchi e delle IG registrate. I titolari di Ig possono ottenere un ordine di diniego di entrata nel Paese, inoltrando una richiesta all’agenzia canadese delle dogane e controllo delle frontiere. L’agenzia ha infatti l’autorità di trattenere merci al confine, se ha il sospetto che contengano IG contraffatte. Una volta che le merci sono state sequestrate, CBSA informa i detentori del diritto che possono adire le vie legali.

 

MISURE PREVISTE PER L’ETICHETTATURA

L'articolo 20.19, paragrafo 4, del CETA ha specificato che il Canada deve prevedere misure amministrative in materia di denunce riguardanti l'etichettatura dei prodotti, in particolare se suscettibile di creare un'impressione erronea quanto alla loro origine.

Ogni cittadino in Canada può riportare un problema di sicurezza alimentare o un reclamo riguardante un’etichetta alla Canadian Food Inspection Agency.

 

CONCLUSIONI

La giornata di lavori, organizzata presso l’Ambasciata del Canada, ha contribuito a chiarire molte delle perplessità che il CETA ha sollevato nella parte relativa al riconoscimento e protezione delle Indicazioni Geografiche e ciò è emerso anche nel corso del lungo question time che ha concluso la mattinata di lavori. L’impressione è che chi ancora si oppone tenacemente al CETA e al Canada appare animato più da motivazioni ideologiche che legate allo specifico. Studiare, approfondire, valutare e discutere, in vista di una auspicata ratifica, sono attività sempre utili e la miglior tutela degli interessi dell’Italia rimane l’obiettivo.

In tal senso e molto efficacemente, è intervenuta anche la trasmissione “Presa diretta”, andata in onda su RAI 3 lo scorso 21 gennaio: argomento sotto esame è stata la guerra dei dazi con un focus specifico sul CETA.

Gli argomenti “contro”, seppure attentamente esaminati e approfonditi, sono apparsi pochi e molte invece le storie di successo di aziende rappresentative di vari settori merceologici. Tra queste proprio l’alimentare è tra i più soddisfatti, sia tra le  IG inserite nell’ormai noto allegato 20-A sia tra le altre ancora non riconosciute, con una notevole crescita dei fatturati prodotti con le esportazioni in Canada, in un momento di congiuntura economica che, anche a causa della chiusura dei mercati promossa dall’Amministrazione USA, vede un rallentamento generale dei commerci, un fenomeno molto temuto dagli imprenditori italiani che, da sempre, hanno nell’export la chiave di uscita da ogni crisi.