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Il posizionamento nel mercato canadese: import/export Italia - Canada con un focus sui settori merceologici di maggior interesse

Il posizionamento nel mercato canadese: import/export Italia - Canada con un focus sui settori merceologici di maggior interesse

L’analisi del Centro Studi Italia Canada dei numeri relativi all’interscambio Canada - Italia evidenzia come l’accordo economico CETA non stia incidendo sulla tipologia e la qualità delle merci oggetto di scambio ma sulle quantità, con enormi vantaggi per le produzioni italiane.

 

Paolo Quattrocchi*

Francesca Paolucci*

Dalia Casula*

 

Il Centro Studi Italia Canada ha già avuto modo di analizzare i numeri e l’andamento dell’interscambio commerciale tra Canada e Unione Europea, relativi ai primi 5 mesi dall’esecuzione provvisoria dell’accordo economico e commerciale tra Canada e Unione Europea (ott 2017-feb 2018) e, successivamente, i dati aggiornati a luglio 2018, a 10 mesi dall’entrata in vigore del CETA, comparandoli con lo stesso periodo dell’anno precedente.

 

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I dati raccolti hanno dimostrato che sia l’import che l’export (su ambedue le sponde dell’Atlantico) crescono rispetto agli anni precedenti e che la bilancia commerciale, tradizionalmente positiva per l’Italia, lo rimane malgrado l’importante crescita dell’export canadese, palesando, per altro verso, l’assenza della temuta e annunciata invasione, dal Canada, di prodotti tossici per la salute dei consumatori.

 

Quest’ulteriore approfondimento nasce dalla necessità di analizzare il posizionamento del mercato canadese rispetto ai player, sia a livello globale che europeo, con un focus sui settori merceologici oggetto di scambio tra Canada e Italia, rappresentando la qualità e quantità dei beni che spingono il nostro export verso il Canada.

Il seguente report, inoltre, fornisce:

  • i valori di import ed export relativi al 1° semestre di 3 differenti anni (2014, 2016, 2018), (Tabelle 1 e 2);
  • i tassi di crescita realizzati in relazione ai bienni 2014/2016 e 2016/2018 (Grafici 1,2,3,4);
  • le quote di mercato detenute dalle principali merci oggetto di scambio tra Canada ed Italia (Tabelle 3 e 4; grafici 5 e 6).

 

I valori sono espressi, dove non specificato, in $ mld CAD. I dati provengono da fonti ufficiali come ISTAT e Statistics Canada.

 

 

1. GLOBAL TRADE IN GOODS CANADA

 

Il valore totale delle importazioni del Canada a livello globale si attesta, nel 1° semestre 2018, a $302,098 e i principali fornitori sono: Stati Uniti ($194,707), Unione Europea ($31,338), Cina ($22,758), Messico ($10,605), Giappone ($6,858). Questi paesi coprono l’88% del valore totale delle importazioni canadesi.

Il valore totale delle esportazioni del Canada si attesta, nel 1° semestre 2018, a $288,178 ed i principali destinatari sono: Stati Uniti ($213,602), Unione Europea ($22,541), Cina ($12,978), Giappone ($6,549), Messico ($4,783). Questi paesi coprono il 90,4% del valore totale delle esportazioni canadesi.

A questo proposito va notato che i principali partner del Canada sono tutti, o quasi, partner di accordi commerciali con il Canada. Stati Uniti e Messico sono parte del (rinnovato) NAFTA, l’Unione Europea è contraente del CETA, il Giappone, come paese dell’area del Pacifico, ha da poco siglato con il Canada il TPP-11, mentre è in fase di esplorazione un accordo di libero scambio con la Cina.

 

Di seguito vengono riportati i valori dell’interscambio globale e i tassi di crescita relativi a due bienni diversi (2014-2016; 2016-2018).

 

 

TRADE

PARTNER

 TOTAL VALUE 1ST SEMESTER

$ mld CAD

RATE OF GROWTH (%)

2014

2016

2018

2014/2016

2016/2018

IMPORT

United States

171,582

180,582

194,707

5

8

EU

24,449

25,909

31,338

6

21

China

17,705

18,756

22,758

6

22

Mexico

8,190

9,389

10,605

15

13

Japan

4,603

5,534

6,858

20

24

Total merchandise

258,377

272,290

302,098

5

11

EXPORT

United States

199,602

192,405

213,602

-4

11

EU

18,881

19,718

22,541

4

14

China

10,211

10,773

12,978

5

20

Mexico

3,278

4,254

4,783

30

12

Japan

5,507

5,259

6,549

-4

24

Total merchandise

262,117

253,954

288,178

-3

13

Tabella 1. Fonte: Statistics Canada.  Table  12-10-0011-01   International merchandise trade for all countries and by Principal Trading Partners (x 1,000,000).

 

 

Grafico 1: tasso di crescita (%) dell’import Canada/world player nei bienni 14/16 e 16/18. Elaborazione 09.18.

 

 

 

 

Grafico 2: tasso di crescita (%) dell’export Canada/world player nei bienni 14/16 e 16/18. Elaborazione 09.18.

 

 

 

2. TRADE IN GOODS CANADA E INTRA-UE

 

Il valore totale delle importazioni del Canada dall’Unione Europea si attesta, nel 1° semestre 2018, a $31,338 e i principali partner europei, in ordine di valore, sono: Germania $8,328, Regno Unito $3,993, Italia $3,312, Belgio $3,052, Paesi Bassi $2,911, Francia $2,492 e Spagna $1,277.

 

L’Italia, nei primi 6 mesi del 2018, riporta il terzo miglior valore europeo, con una variazione percentuale del +18% del 2018 rispetto al 2016.

Il valore totale delle esportazioni del Canada verso l’Unione Europea si attesta, nel 1° semestre 2018, a $22,541 e i principali destinatari europei, riportati sempre in ordine di valore sono: Regno Unito $8,684, Germania $2,532, Paesi Bassi $2,299, Belgio $1,866, Francia $1,736, Italia $1,513 e Spagna $1,067.

 

Nell’export canadese l’Italia occupa, ad oggi, la sesta posizione a livello europeo con una variazione di circa il +17% del 2018 rispetto al 2016.

 

L’Italia, nel biennio di preparazione e lancio esecutivo del CETA, registra una crescita sia dell’import che dell’export con il Canada, anche se, nel primo caso è nella top 3 e dunque si conferma tra le prime scelte della domanda canadese, mentre non è tra i primi destinatari di merci canadesi già dal 2016, in conseguenza della drastica riduzione delle importazioni di grano canadese in Italia, che sono passate dai $446 mln CAD del 2015 ai $173 mln CAD del 2017 (in riduzione anche nel 1° bimestre 2018, $126 mln CAD).

 

TRADE

PARTNER

TOTAL VALUE 1ST SEMESTER

$ mld CAD

RATE OF GROWTH (%)

2014

2016

2018

2014/2016

2016/2018

IMPORT

Germany

6,568

7,269

8,328

10,7

14,6

UK

3,825

3,699

3,993

-3,3

8

Italy

2,334

2,807

3,312

20

18

Belgium

1,741

1,587

3,052

-9

92

Netherlands

2,208

2,200

2,911

-0,5

32,5

France

2,192

2,259

2,492

3

10,4

Spain

0,956

1,108

1,277

15,9

15,2

EU

24,449

25,909

31,338

6

21

EXPORT

UK

6,760

8,255

8,684

22

5

Germany

1,696

2,022

2,532

19,2

25,2

Netherlands

1,743

1,449

2,299

-17

59

Belgium

1,818

1,620

1,866

-10,9

15,2

France

1,671

1,663

1,736

-0,5

4,4

Italy

2,322

1,289

1,513

-44,5

17,4

Spain

0,532

0,882

1,067

65

21,3

EU

18,881

19,718

22,541

4,4

14,3

 

Tabella 2. Fonte: Statistics Canada.  Table  12-10-0011-01   International merchandise trade for all countries and by Principal Trading Partners (x 1,000,000).

 

 

 

 

Grafico 3: tasso di crescita (%) dell’import Canada/UE nei bienni 14/16 e 16/18. Elaborazione 09.18.

 

 

Grafico 4: tasso di crescita (%) dell’export Canada/UE nei bienni 14/16 e 16/18. Elaborazione 09.18.

 

 

3. I SETTORI MERCEOLOGICI CHE INTERESSANO L’INTERSCAMBIO TRA CANADA E ITALIA

 

Di seguito, analizzeremo il commercio Canada-Italia secondo la tipologia delle merci oggetto di scambio tra i due partner, utilizzando come riferimento il sistema di classificazione delle merci HS2 (Harmonized System).

 

  1. 3.1. L’EXPORT ITALIANO VERSO IL CANADA PER TIPOLOGIA MERCEOLOGICA

Il Canada ha sempre rappresentato un importante mercato di sbocco per le merci italiane. Con il CETA, la bilancia commerciale tra i due paesi è cresciuta nei volumi e è rimasta favorevole all’Italia; il nostro export ha guadagnato punti, facilitato sia dalle misure dell’accordo che hanno consentito l’ingresso in Canada di prodotti agroalimentari che prima del CETA non potevano essere venduti in Canada, sia in seguito all’abolizione dei dazi e in conseguenza delle facilitazioni introdotte per le pratiche di certificazione dei prodotti.

 

Per visualizzare con maggior chiarezza quali sono nello specifico i beni di produzione italiana destinati al mercato canadese, abbiamo scorporato le principali tipologie di merci dal totale delle categorie merceologiche dirette in Canada (circa 90) – dati riferiti al 1° semestre 2014, 2016 e 2018: riportiamo, in tabella 3, l’elenco delle prime 10, per una quota di mercato che supera, nel 1° semestre 2018, il 60% del totale.

 

 

HS2 CODE

PRODUCT

EXPORT TOTAL VALUE 1ST SEMESTER (€ MLN)

QUOTE (%)

2016

2017

2018

2017

2018

84

Macchine e parti, reattori

385.638.339

466.726.443

451.289.021

24,48

23,67

22

Bevande, alcolici ed aceti

167.254.552

187.139.219

185.694.782

9,81

9,74

87

Vetture automobili e parti

120.435.081

170.553.263

134.456.503

8,94

7,05

94

Mobili/Arredamento

67.570.817

75.506.709

75.616.813

3,96

3,97

30

Prodotti farmaceutici

80.972.734

59.200.609

70.629.177

3,10

3,70

62

Abbigliamento

52.155.676

63.121.705

67.425.019

3,31

3,54

85

Macchine elettriche

62.599.026

67.194.635

66.316.584

3,52

3,48

69

Prodotti ceramici

59.262.505

66.860.856

63.826.604

3,51

3,35

64

Calzature

56.732.688

49.911.846

58.514.721

2,62

3,07

15

Grassi e olii

53.712.289

42.817.641

49.863.723

2,25

2,61

SUBTOTAL

1.106.333.707

1.249.032.926

1.223.632.947

65,5

64,18

Altro

664.156.658

657.884.039

720.706.532

34,5

35,82

TOTAL

1.770.490.365

1.906.916.965

1.944.339.479

100

100

Tabella 3. Fonte: ISTAT.

 

 

Dal grafico seguente (grafico 5) si evince che le categorie di prodotti italiani dirette in Canada appartengono perlopiù al settore metalmeccanico .

L’export italiano, nel mondo e in Canada, deve molto al settore agroalimentare, ma il paese nordamericano sembra essere molto attratto anche da altre categorie di merci, come macchinari e parti, veicoli e parti, macchine elettriche, prodotti farmaceutici, mobili e arredamento, oltre naturalmente al food che, malgrado la sua grande rilevanza, non sembra comunque costituire la principale voce di esportazione.

 

 

 

Grafico 5: quote (%) delle prime 10 categorie merceologiche esportate in Canada. Elaborazione 09.18.

 

 

  1. 3.2. L’IMPORT ITALIANO DAL CANADA PER TIPOLOGIA MERCEOLOGICA

Dai numeri relativi ai settori maggiormente interessati dalle esportazioni dal Canada verso l’Italia, si individua come il CETA abbia influito non solo sulla quantità, ma anche sulla qualità dei prodotti importati in Italia. In ragione di ciò e per fornire un’interpretazione oggettiva dei dati, riportiamo l’elenco dei beni canadesi maggiormente presenti nel nostro mercato (tabella 4) - i primi 10 per quota di mercato – che rappresentano il 77,4% del totale importato nel 1° semestre 2018.

 

HS2 CODE

PRODUCT

IMPORT TOTAL VALUE 1ST SEMESTER (€ MLN)

QUOTE (%)

2016

2017

2018

2017

2018

27

Combustibili minerali fossili

52.319.580

226.772.565

188.642.277

27,9

24,5

84

Macchine e parti, reattori

93.131.218

111.944.195

130.613.078

13,8

16,9

12

Semi e frutti oleosi

41.065.470

42.134.428

78.526.333

5,2

10,2

90

Strumenti ottici, medici, parti

31.477.324

32.173.020

33.868.492

4,0

4,4

71

Pietre metalli preziosi

52.371.742

22.246.038

32.315.527

2,7

4,2

10

Cereali

203.373.339

109.267.038

31.247.790

13,4

4,1

88

Navigazione aerea o spaziale

39.496.613

38.495.399

30.922.230

4,7

4,0

85

Macchine elettriche

31.028.688

26.801.297

26.680.293

3,3

3,5

7

Ortaggi legumi

21.399.340

24.108.740

22.395.721

3,0

2,9

76

Alluminio e lavori di alluminio

1.045.643

4.259.685

20.657.436

0,5

2,7

SUBTOTAL

566.708.957

638.202.405

595.869.177

78,5

77,4

Altro

184.503.829

175.762.673

175.424.400

21,5

22,6

TOTAL

751.212.786

813.965.078

771.293.577

100

100

Tabella 4. Fonte: ISTAT.

 

Mettendo a confronto i dati 2017 e 2018 (Grafico 6), si evidenzia una sostanziale coincidenza di tipologia di prodotti importati dal Canada senza particolari stravolgimenti rispetto al periodo precedente all’esecuzione provvisoria del CETA, fatta eccezione per i cereali, al sesto posto in termini di quota di mercato, scesi al 4,1% nel 2018 rispetto al 13,4% del 2017. Ciò dimostra che, malgrado l’entrata in vigore del CETA, si è notevolmente ridotta l’importazione di cereali dal Canada e che quindi “la questione grano”, imputata al CETA, è stata mal interpretata, giacché la variazione intervenuta non è dipesa dall’accordo, rispetto al quale è risultata del tutto indipendente. La domanda italiana di merci canadesi è incentrata sul settore dei minerali, sulle cui risorse il Canada basa molta della sua economia.

 

Grafico 6: quote (%) delle prime 10 categorie merceologiche importate dal Canada. Elaborazione 09.18

 

 

CONSIDERAZIONI FINALI

 

L’analisi dei dati evidenzia in conclusione come l’accordo economico CETA non vada ad incidere sulla tipologia e la qualità delle merci oggetto di scambio (se non a vantaggio dell’Italia per i prodotti agroalimentari tutelati come IG che ora possono entrare nel mercato canadese diversamente da quanto accadeva prima dell’entrata in vigore del CETA quando ne erano esclusi), quanto invece sulle quantità, facendo luce sui vantaggi di cui le produzioni italiane, in senso ampio, stanno beneficiando.

Del resto, come già sottolineato dal Centro Studi Italia Canada, un accordo di libero scambio non obbliga i contraenti ad acquistare reciprocamente i rispettivi beni (l’esempio del grano ne è la prova), né ad aprire brecce per prodotti ritenuti tossici (posto che le regole d’ingresso non cambiano), ma a facilitare gli scambi.

Il mercato e le sue regole rimangono sovrani e, se i beni prodotti da uno dei contraenti, per qualsivoglia ragione e nei limiti di una corretta concorrenza, non saranno ritenuti attraenti e graditi dall’altro contraente, non sarà certo un accordo di libero scambio a stravolgere la legge della domanda e dell’offerta.

Nonostante il diffuso scetticismo nei confronti dell’accordo, è evidente che, ad oggi, i risultati sono favorevoli al mercato italiano e nessuna delle drammatiche conseguenze palesate si è verificata.

Rimane da verificare se una maggiore equidistanza sul tema CETA e una più corretta analisi degli aspetti relativi alle opportunità che dall’accordo potevano emergere e che sono emerse non avrebbero contribuito a dare risultati ancora più lusinghieri, per la gioia dei produttori italiani e dell’intero paese.

 

 

*Equity Partner di Nctm Studio Legale

Vice Presidente ICCCW

Direttore Centro Studi Italia-Canada

 

*Coordinatrice Ricerca e Relazioni presso Centro Studi Italia-Canada

 

*Ricercatrice presso Centro Studi Italia-Canada