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Commercio internazionale UE-Canada e uguaglianza di genere

Commercio internazionale UE-Canada e uguaglianza di genere

UE e Canada stanno lavorando, nell’ambito del CETA, per promuovere la partecipazione delle donne al commercio internazionale e per conoscere quali impatti gli accordi commerciali possono avere sulle imprese femminili e le lavoratrici.


Nadia Deisori

 

I trattati di libero scambio hanno un impatto sull’uguaglianza di genere?

 

Senza dubbio, le politiche per la liberalizzazione del commercio internazionale possono favorire migliori condizioni occupazionali in alcuni settori, nei salari e nelle le condizioni di lavoro, supportano l’export e ampliano le prospettive delle piccole imprese.

 

È anche vero che una progressiva liberalizzazione degli scambi può esercitare pressioni sui gruppi sensibili, come le donne lavoratrici e imprenditrici, in alcuni comparti e in precisi contesti geografici.

 

Secondo i dati disponibili (Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo, 2016), le piccole imprese o le aziende agricole, spesso gestite da donne, possono essere influenzate negativamente dalla concorrenza internazionale. D'altra parte, in quanto consumatori, le donne e le loro famiglie beneficiano di prezzi più bassi derivanti dalla liberalizzazione del commercio.

 

Nell'UE, nel 2014, oltre 10 milioni di donne avevano un lavoro grazie alle esportazioni di beni e servizi nel resto del mondo, ma la quota di posti di lavoro al femminile creati attraverso il commercio era inferiore a quella degli uomini (38%). Questa quota è ancora inferiore in Italia (33%).

 

Posti di lavoro nell'Unione Europea supportati dall’Export – Source: European Commissione - EU exports to the world: effects on employment

 

Unione Europa, politiche commerciali e empowerment femminile

 

Date queste premesse, l’Unione Europea ha previsto specifici meccanismi per rafforzare il lavoro delle donne e monitorare l'impatto di genere delle sue politiche commerciali.

 

L’obiettivo dell’UE, affermato più volte anche in documenti ufficiali, è promuovere la parità tra uomini e donne, contribuendo a creare un ambiente internazionale di supporto al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile 5 e 8 dell’agenda ONU 2030, ovvero l'uguaglianza di genere, il lavoro dignitoso e la crescita economica.

 

 

 

Goal 5 - Uguaglianza di genere

 

OBIETTIVO 2030: eliminare le forme di violenza e discriminazione a danno delle donne, incluse le pratiche tradizionali lesive come i matrimoni precoci e le mutilazioni genitali femminili. Assicurare l'equità di genere nell'accesso al mondo del lavoro e alla rappresentanza politica.

 


 

Goal 8 - Buona occupazione e crescita economica
 

OBIETTIVO: 2030: occupazione dignitosa ed equamente retribuita per uomini e donne a livello globale.

 

 

 

 

 

A questo proposito, nel 2015 il Consiglio ha adottato “Le misure per l'uguaglianza di genere e l'emancipazione femminile: trasformare la vita di ragazze e donne attraverso le relazioni esterne dell'UE 2016-2020”, un documento di lavoro congiunto che invita l’Unione Europea ad analizzare gli impatti del commercio internazionale sull'uguaglianza di genere nel contesto dei negoziati commerciali, come strumento per migliorare l'accesso a un lavoro dignitoso per le donne di tutte le età.

 

Teoricamente, tutti gli accordi commerciali conclusi dall’UE pongono attenzione ai suoi impatti sui diritti umani e, in particolare, all’uguaglianza di genere, ad esempio agevolando il ruolo di monitoraggio della società civile e la collaborazione con le organizzazioni internazionali impegnate nel perseguire gli stessi obiettivi.

 

Secondo le Linee Guida adottate nel 2015, la Commissione deve analizzare sistematicamente il possibile impatto degli accordi commerciali siglati dall’UE sulle donne nei paesi terzi, per quanto riguarda ad esempio gli impatti sulla quantità di occupazione o sulle condizioni lavorative di uomini e donne (salute e sicurezza sul lavoro, ecc. ) e disuguaglianze di reddito.

 

Nel marzo 2018, inoltre, il Parlamento europeo ha adottato di sua iniziativa una risoluzione sull'uguaglianza di genere negli accordi commerciali, sulla base di una relazione redatta congiuntamente dalle commissioni per il commercio internazionale (INTA) e sui diritti della donna e l'uguaglianza di genere (FEMM).

La risoluzione:

  • Sottolinea che tutti gli accordi commerciali dell'UE devono includere un capitolo applicabile in materia di sicurezza e sviluppo sostenibile e chiede l'inclusione in tali accordi delle norme fondamentali del lavoro e di altri strumenti internazionali sui diritti delle donne
  • Chiede misure efficaci per combattere lo sfruttamento delle donne nelle industrie orientate all'esportazione
  • Sottolinea la necessità di raccogliere dati disaggregati per genere sull'impatto del commercio
  • Chiede inoltre il rafforzamento della responsabilità sociale delle imprese e la due diligence negli accordi di libero scambio

 

L’attività congiunta UE-CANADA del Comitato misto CETA: "Lavorare insieme per far avanzare il commercio e il genere"

 

Anche l’Unione Europea e il Canada, e in particolare nell’ambito del CETA, stanno lavorando congiuntamente per il rafforzamento dell’uguaglianza di genere nel contesto del commercio internazionale.

 

Il comitato misto CETA ha adottato, nella sua prima riunione a Montreal, in Canada, il 26 settembre 2018, una Raccomandazione su commercio e genere che riconosce l'importanza di rendere le politiche e gli accordi commerciali più inclusivi dal punto di vista del genere per promuovere una crescita economica a vantaggio di tutti.

 

Per la prima volta, e grazie al CETA, viene fornito un quadro di riferimento per il Canada e l'UE per intraprendere una collaborazione su questioni relative al commercio e al genere e si stabiliscono, quindi, punti di contatto concreti per supervisionare questo lavoro, fornire consulenza e riferire sui progressi.

 

Il Canada è senza dubbio un partner avanzato nel campo della tutela dei diritti umani e dell’uguaglianza di genere in particolare.

 

Riprendendo i dati sull’occupazione favorita dall’export citati precedentemente e ampliando lo sguardo a un contesto extra-UE, si evince che nel 2014, sono stati oltre 6000 i posti di lavoro femminili prodotti grazie alle esportazioni UE di beni e servizi nel resto del mondo.

 

Anche in questo caso la quota di posti di lavoro creati per le donne attraverso il commercio era inferiore a quella degli uomini (35%), una quota che si innalza al 39% nel caso del Canada.

 

Posti di lavoro nei Paesi extra-UE supportati dall’export UE– Source: European Commission - EU exports to the world: effects on employment

 

Sulla base della Raccomandazione adottata, Europa e Canada si sono messi al lavoro per attuare un piano di attività i cui obiettivi siano:

 

  • comprendere meglio gli effetti legati al genere del commercio internazionale
  • condividere informazioni sui modi per ridurre le barriere alla partecipazione delle donne al commercio internazionale

 

Le attività congiunte UE-CANADA

 

Sono principalmente 3 i fronti che vedono impegnati Canada e Unione Europea sul tema commercio e genere.  

 

1. Le attività nei confronti dei responsabili politici e decision maker Canada - UE

 

Lo scambio di conoscenze, esperienze e best practice è tra le attività considerate necessarie per creare un’area di cooperazione efficace nel promuovere la partecipazione femminile al commercio internazionale.

Le 3 videoconferenze tenute nel 2019 hanno avuto ad oggetto la discussione delle reciproche politiche sull’uguaglianza di genere e i programmi di supporto alle donne imprenditrici, oltre che le esperienze di valutazioni d'impatto degli accordi commerciali su base sia ex ante che ex post.

 

2. Il coinvolgimento degli stakeholder (incluse le imprese femminili)

 

La Raccomandazione sta inoltre producendo i primi effetti per quanto riguarda il coinvolgimento delle parti interessate e delle imprese di proprietà femminile, per conoscere le sfide e le opportunità che li riguardano da vicino. Nel 2019 UE e Canada hanno lavorato assieme organizzando 1 tavola rotonda, 1 seminario e una discussione su commercio e genere durante il Forum della società civile del CETA (CSF), oltre a 2 webinar ospitati da UN Women nel contesto del progetto WE EMPOWER, finanziato dall'UE.

 

L'UE ha inoltre ospitato la conferenza Trade for Her che ha esaminato i risultati dello studio condotto dall'International Trade Center sulle barriere per le donne nell'Unione europea che sono impegnate nel commercio internazionale:

 

nel 2017 più di 13 milioni di lavoratrici nell'UE hanno avuto un lavoro grazie alle esportazioni di beni e servizi nel resto del mondo ma esiste comunque un gender gap per quanto riguarda le prospettive occupazionali offerte dalle esportazioni extra-UE alle donne.

 

Alcuni funzionari canadesi hanno partecipato alla conferenza e l'Ambasciatore del Canada in Italia è intervenuto a un panel sullo sviluppo di accordi commerciali sensibili al genere.

 

3. La collaborazione Canada – UE nelle sedi multilaterali

 

Grazie agli obiettivi condivisi con il CETA nella promozione di accordi commerciali sensibili al genere, il Canada e l'UE sono stati invitati da Islanda, Botswana, OMC, UNCTAD e dal Centro per il commercio internazionale a partecipare a un seminario dell'OMC sul ruolo degli accordi commerciali nella promozione dell'uguaglianza di genere.  

 

CETA, commercio e uguaglianza di genere. Quali risultati?

 

È prematuro affermare che il CETA crei maggiori opportunità e quindi benefici per le donne nell’accesso al commercio internazionale.

 

Il Canada e l'UE hanno però certamente fatto un passo in avanti sul tema Commercio e Genere riconoscendo l’importanza di confrontarsi, scambiarsi informazioni e esperienze, raccogliere e valutare dati e prove quantitative e qualitativi.

 

Politiche e programmi efficaci non possono che partire dal comprendere se i vantaggi esistono realmente e quali sfide le imprese femminili devono affrontare nel cercare di sfruttare le opportunità create dal CETA.

 

Negli ultimi due anni, sono stati condivisi tra il Canada e l'UE oltre 20 documenti.

 

Significa che abbiamo acquisito:

  • un know how di informazioni sull'equità salariale e sul divario di genere
  • dati e rapporti sull'imprenditorialità femminile e sulle donne nel commercio
  • iniziative sul lavoro per aumentare il numero di donne in STEM
  • materiali guida sulla conduzione di valutazioni d'impatto degli accordi commerciali e altro ancora.

Questi documenti possono ispirare ulteriori azioni nel contesto canadese o europeo. È quello che ci auguriamo tutti.